• de
  • fr
  • it
  • en
  • Vincitori del premio
    • Premio 2025
    • Vincitore 2025
    • Vincitori precedenti
    • Più tardi vincitori di premi Nobel
  • Candidature
    • Candidature 2025
  • Premiazione
    • La premiazione 2025
    • La premiazione 2024
    • La premiazione 2023
    • La premiazione 2022
    • La premiazione 2021
    • La premiazione 2020
    • La premiazione 2019
    • La premiazione 2018
    • La premiazione nel passato
  • Attività
    • Workshop 2025
    • Lecture 2025
    • Workshop 2024
    • Lecture 2024
  • Marcel Benoist
    • Il fondatore
    • Il lascito
  • Fondazione
    • La fondazione
    • Attuale
    • Consiglio di fondazione
    • Il Comitato di patrocinio e sostenitori
    • Sostenete l’eccellenza!
    • Il patrimonio della fondazione
    • Contatto
  • Vincitori del premio
    • Premio 2025
    • Vincitore 2025
    • Vincitori precedenti
    • Più tardi vincitori di premi Nobel
  • Candidature
    • Candidature 2025
  • Premiazione
    • La premiazione 2025
    • La premiazione 2024
    • La premiazione 2023
    • La premiazione 2022
    • La premiazione 2021
    • La premiazione 2020
    • La premiazione 2019
    • La premiazione 2018
    • La premiazione nel passato
  • Attività
    • Workshop 2025
    • Lecture 2025
    • Workshop 2024
    • Lecture 2024
  • Marcel Benoist
    • Il fondatore
    • Il lascito
  • Fondazione
    • La fondazione
    • Attuale
    • Consiglio di fondazione
    • Il Comitato di patrocinio e sostenitori
    • Sostenete l’eccellenza!
    • Il patrimonio della fondazione
    • Contatto

Cerimonia di consegna dei Premi scientifici svizzeri 2025

Cerimonia di consegna dei Premi scientifici svizzeri 2025

I professori Tobias Kippenberg del Politecnico federale di Losanna (EPFL) e Saskia Stucki della Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften (ZHAW) e dell’Università di Zurigo hanno ricevuto rispettivamente i Premi scientifici svizzeri Marcel Benoist e Latsis 2025. La cerimonia di premiazione si è tenuta a Palazzo federale.

L’usciera Tiziana Gutknecht, il consigliere federale Guy Parmelin, Tobias Kippenberg, vincitore del Premio scientifico svizzero Marcel Benoist 2025 e Didier Queloz, presidente della Fondazione Marcel Benoist (copyright: Franca Pedrazzetti) 

Il 6 novembre 2025 la Svizzera ha celebrato i suoi due riconoscimenti più prestigiosi nel campo della ricerca scientifica: il Premio scientifico svizzero Marcel Benoist e il Premio scientifico svizzero Latsis. Per il secondo anno consecutivo, la cerimonia comune si è svolta nella cornice solenne e simbolica della Sala del Consiglio nazionale di Palazzo federale.

La proficua collaborazione tra le Fondazioni Marcel Benoist e Latsis dura ormai da sei anni. Con l’organizzazione congiunta della cerimonia si intende onorare e promuovere la ricerca di punta in Svizzera e sottolinearne la varietà. La serata ha riunito ancora una volta numerose personalità del mondo politico, accademico ed economico, nonché rappresentanti di istituti di ricerca e del settore universitario.

Scienza e politica si influenzano reciprocamente

La presidente del Consiglio nazionale Maja Riniker pronuncia il discorso di benvenuto (copyright: Franca Pedrazzetti)

La cerimonia è stata aperta dal discorso di benvenuto della presidente del Consiglio nazionale Maja Riniker, che ha iniziato il suo intervento con uno spunto culturale, evocando un affresco visibile nella Sala dei passi perduti di Palazzo federale. Si tratta di un’opera del pittore ticinese Antonio Barzaghi-Cattaneo che rappresenta una figura allegorica simboleggiante la Saggezza. Quest’ultima tiene in mano un voltmetro ed è circondata da strumenti e una mappa. Con questa immagine, Maja Riniker ha ricordato che politica e scienza convivono da sempre e che il dialogo tra i due settori, essenziale per la democrazia svizzera, risale alla fondazione della Confederazione 177 anni fa. 

Il consigliere federale Guy Parmelin durante il suo discorso e l’usciera Tiziana Gutknecht (copyright: Franca Pedrazzetti)

È poi stato il turno del consigliere federale Guy Parmelin, che nel suo discorso ha sottolineato la qualità e la varietà della ricerca condotta in Svizzera, dove «tutte le discipline, dalle scienze umane e sociali fino alle scienze naturali, passando per il diritto e la medicina, hanno un ruolo fondamentale da svolgere». Parmelin ha inoltre ricordato che l’interesse della ricerca non si misura solo in base alle ricadute pratiche, ma che la vocazione di quest’ultima risiede innanzitutto nell’ampliamento delle conoscenze e nella libertà di esplorare. Infine, ha sottolineato che la scienza è fatta anche di esperimenti dall’esito incerto: «e insisto su un punto: [la scienza] ha il diritto di fallire. «Fallimento» è una parola grossa, perché tutti sanno che nelle scienze non esiste mai davvero il fallimento». 

Ripensare i diritti degli animali e i limiti dei diritti fondamentali

Il presidente della Fondazione Latsis Yves Flückiger dopo aver consegnato il Premio Latsis 2025 a Saskia Stucki, accanto al consigliere federale Guy Parmelin (copyright: Franca Pedrazzetti)

Il Premio scientifico svizzero Latsis 2025 è andato a Saskia Stucki, giurista svizzera dal curriculum internazionale (Basilea, Harvard e Heidelberg) e attuale direttrice del Center for Animal Rights and the Environment della ZHAW. Le sue ricerche, al crocevia tra diritto, filosofia ed etica, esplorano la possibilità di estendere i diritti fondamentali agli esseri viventi non umani. Come affermato da Markus Wild nella sua laudatio, questa riflessione si inserisce nella continuità del principio One Health, che concepisce la salute umana, animale e ambientale come un tutt’uno: Saskia Stucki propone un approccio parallelo, che lei chiama One Rights, per ripensare il legame giuridico tra l’uomo e gli esseri viventi.

L’autore della laudatio ha raccontato con umorismo il seguente aneddoto: dopo aver dedicato il libro Tierphilosophie ai suoi due gatti, il professor Wild aveva saputo che la giurista aveva trovato l’idea bellissima e desiderava, un giorno, fare lo stesso. Ha spiegato che «ci è voluto un po’ di tempo, ma finalmente nel 2023 [Stucki] ha dedicato il libro One Rights al suo cane Banjo e a un gatto anonimo». Questo tocco personale rivela la coerenza del suo approccio: la volontà di porre gli animali al centro della riflessione giuridica e di riconoscere, come lei stessa afferma, che «lasciare da parte gli animali è un lusso che l’umanità non può più permettersi»

L’optomeccanica quantistica e i pettini di frequenza ottici

Il Premio scientifico svizzero Marcel Benoist 2025 è stato assegnato a Tobias Kippenberg, professore del Politecnico federale di Losanna (EPFL). I suoi lavori all’avanguardia nel campo dell’optomeccanica quantistica e dei pettini di frequenza ottici hanno aperto nuove prospettive nella metrologia quantistica e consentono la misurazione ultraprecisa del tempo o, nel campo delle comunicazioni, la trasmissione di dati ad altissima velocità. 

Tobias Kippenberg firma l’albo d’oro della Fondazione Marcel Benoist (copyright: Franca Pedrazzetti)

Nella sua laudatio in onore del vincitore, François Bussy, professore di petrologia, ha sottolineato l’ingegnosità e la curiosità scientifica di Kippenberg, già evidenti durante gli anni degli studi. Come affermato da Bussy «ciò che colpisce immediatamente di lui è la sua precocità: mentre frequentava ancora il liceo, progettò un dispositivo originale per il rilevamento del ghiaccio nero che gli valse due riconoscimenti». Questo primo successo preannunciava un percorso caratterizzato da creatività e innovazione. «A soli 29 anni, è il primo al mondo ad aver osservato i fenomeni quantistici della luce su scala macroscopica: un risultato scientifico straordinario». Una volta tornato in Europa, compie un nuovo passo avanti: l’utilizzo di anelli di vetro microscopici, da lui sviluppati in California, per generare pettini di frequenza ottici aprendo così un vasto campo di applicazione. «Quando si pensa alla crescita esponenziale del fabbisogno energetico legato all’intelligenza artificiale, si comprende il potenziale impatto di questi progressi». Fin dal suo arrivo all’EPFL nel 2008, Tobias Kippenberg ha esercitato un’influenza determinante nel suo settore: «in meno di vent’anni ha attirato ricercatori e studenti tra i più brillanti. Ha ottenuto numerosi finanziamenti, fondato una start-up e dato vita a un dialogo straordinario tra ricerca di base e innovazione industriale». Oggi questa influenza va ben oltre l’ambito accademico: i suoi ex studenti ricoprono posizioni di primo piano nella ricerca e nell’industria fotonica, sia in Svizzera che all’estero.

Due settori ben distinti ma con obiettivi comuni

Olivier Dessibourg dialoga con Saskia Stucki e Tobias Kippenberg (copyright: Franca Pedrazzetti)

Come sottolineato dal consigliere federale Guy Parmelin «questi due settori testimoniano una varietà assolutamente caratteristica del polo di ricerca svizzero». A suo avviso il fatto che «uno dei premi sia stato assegnato a un fisico quantistico che ripensa le interazioni tra luce e materia e l’altro a una giurista che ripensa le interazioni tra uomo, animale e natura attesta il dinamismo e la varietà del panorama scientifico svizzero. […] Ciò dimostra quanto il sistema di promozione della ricerca finanziato dall’ente pubblico vada a beneficio di tutte le discipline scientifiche».

Alla domanda del moderatore della cerimonia Olivier Dessibourg sui possibili parallelismi tra i rispettivi ambiti di ricerca, i due vincitori hanno risposto citando la volontà comune di superare i confini della conoscenza. Saskia Stucki ha sottolineato l’importanza di «estendere gli orizzonti» e di rimettere in discussione i limiti delle discipline scientifiche. 

La nuova generazione è pronta

Il quartetto di sassofonisti NIMBUS ha accompagnato la serata (copyright: Franca Pedrazzetti)

Alla vigilia della cerimonia, durante un apposito workshop, gli studenti di livello bachelor e gli allievi dei licei hanno potuto incontrare i vincitori e dialogare direttamente con loro. Tobias Kippenberg e Saskia Stucki hanno dichiarato di essere rimasti colpiti dalla curiosità, dalla maturità e dall’entusiasmo dei giovani partecipanti. Inoltre, si sono detti soddisfatti di aver preso parte al workshop e hanno espresso la loro ammirazione per l’impegno e la passione dimostrati dalla nuova generazione. Anche il consigliere federale Guy Parmelin ha colto l’occasione per rivolgersi ai giovani con parole di incoraggiamento: «continuate il vostro percorso, anche se tortuoso, conservate questa passione, questa curiosità e questa determinazione che vi fanno onore e che valgono molto di più di un curriculum impeccabile».

La cerimonia è stata accompagnata da intermezzi musicali interpretati dal gruppo NIMBUS, composto da quattro sassofonisti. La loro esibizione ha dato un tocco vivace alla serata e ha fatto sorridere il pubblico.

La serata è proseguita in un’atmosfera conviviale con un aperitivo-cena organizzato presso la Galerie des Alpes durante il quale ricercatori, politici, rappresentanti delle scuole universitarie, partecipanti al workshop e altri ospiti hanno avuto l’opportunità di discutere in maniera informale con i vincitori.


Galleria fotografica: 




Markus Wild pronuncia la laudatio in onore di Saskia Stucki (copyright: Franca Pedrazzetti)


Saskia Stucki esprime i suoi ringraziamenti (copyright: Franca Pedrazzetti)




François Bussy pronuncia la laudatio in onore di Tobias Kippenberg (copyright: Franca Pedrazzetti)



Il pubblico applaude Tobias Kippenberg, vincitore del Premio Marcel Benoist 2025 (copyright: Franca Pedrazzetti)



Tobias Kippenberg esprime i suoi ringraziamenti (copyright: Franca Pedrazzetti)


L’albo d’oro della Fondazione Marcel Benoist (copyright: Fondazione Marcel Benoist)




Il presidente della Fondazione Marcel Benoist Didier Queloz consegna il diploma a Tobias Kippenberg, vincitore del Premio Marcel Benoist 2025 sotto lo sguardo del consigliere federale Guy Parmelin (copyright: Franca Pedrazzetti)



Saskia Stucki e Tobias Kippenberg durante la discussione finale (copyright: Franca Pedrazzetti)


I laureati durante il fotoshooting dopo la cerimonia (copyright: Franca Pedrazzetti)


I sassofonisti del quartetto NIMBUS in azione (copyright: Franca Pedrazzetti)




L’aperitivo, un’occasione per approfondire il dialogo tra generazioni: il consigliere agli Stati Matthias Michel discute con gli studenti che hanno partecipato al workshop (copyright: Franca Pedrazzetti)




Il consigliere federale Guy Parmelin durante l’aperitivo alla Galerie des Alpes (copyright: Franca Pedrazzetti)



Didier Queloz, presidente della Fondazione Marcel Benoist, Guy Parmelin, consigliere federale, Tiziana Gutknecht, usciera, Tobias Kippenberg, vincitore del Premio Marcel Benoist 2025, Saskia Stucki, vincitrice del Premio Latsis 2025, Maja Riniker, presidente del Consiglio nazionale, Yves Flückiger, presidente della Fondazione Latsis, Torsten Schwede, presidente del Consiglio della ricerca del FNS (copyright: Franca Pedrazzetti)

  • ULTERIORI INFORMAZIONI
    Interventi della cerimonia (in tedesco e francese)
    Ritratto di Tobias Kippenberg
    Comunicato stampa (PDF)

Contatto

Fondazione Marcel Benoist
Segreteria di Stato per la formazione,
la ricerca e l’innovazione SEFRI
Einsteinstrasse 2
CH – 3003 Berna
Svizzera

  • Informazione legale